Così bravo da tenere testa a un uomo che è stato nominato con l'Oscar come
Giancarlo Giannini. Vincitore di un'ambita statuetta che ne attesta le qualità drammatiche (l'European
Film Award), quando è di fronte all'obiettivo della cinepresa ruba letteralmente la scena a chiunque gli stia intorno, anche se la persona in questione è una bellezza del calibro di
Monica Bellucci. In televisione, grazie a
Distretto di polizia ha assestato un colpo messo abilmente a segno grazie a un personaggio ben avviato, complice la serialità tipica dei telefilm e una faccia simpatica, con una vaga (vaghissima) somiglianza anche con
Silvio Muccino. Unico tallone d'Achille è che
Ricky Memphis non è abituato alla metamorfosi. Quindi non sempre riesce a essere convincente in ruoli che non siano il poliziotto o il suo contrario, il delinquente. Grande talento, ma nessuna aria da divo. Disincantato.
Gli inizi
Nasce come poeta metropolitano sul palco del Maurizio
Costanzo Show che, almeno alla fine degli
Anni Ottanta, ancora non produceva mostri mediatici senza senso, ma si distingueva per la promozione di talenti come
Valerio Mastandrea,
Rosario Fiorello e
Platinette, o per sancire la fama di personaggi come
Eleonora Giorgi e
Gabriella Ferri.
L'esordio al cinema
Esordisce come attore cinematografico nel film di
Marco Modugno Briganti (1990), con
Claudio Amendola,
Monica Bellucci,
Tony Sperandeo e
Francesca Neri, tutti interpeti che incontrerà spessissimo lungo tutta la sua carriera e con i quali si legherà non solo da un punto di vista professionale, ma anche umano. Attore prediletto di
Marco Risi e
Ricky Tognazzi, sarà proprio quest'ultimo a dirigerlo in uno dei suoi ruoli più riusciti: quello del tifoso romanista che parte per Torno ne
Ultrà (1991) con il già citato
Amendola,
Gianmarco Tognazzi,
Giuppy e
Simona Izzo. Perfettamente incastonato in un microcosmo sportivo
underground, lontano da facili moralismi e giustificazioni, Memphis brilla per la propria lucidità interpretativa e fa del turpiloquio una via di comunicazione precisa, vincendo meritatamente l'European Film Award come miglior attore non protagonista.
Le esperienze tra grande e piccolo schermo
Incontrerà poi
Stefania Sandrelli in due film:
Palermo – Milano solo andata (1995) e
Le faremo tanto male (1998). Ma la vera consacrazione arriva grazie al piccolo schermo, dove è attivissimo grazie a fiction come
Ultimo (1998),
Il morso del serpente(1999),
La Sindone – 24 ore, 14 ostaggi (2001) e il telefilm
Distretto di polizia (2000-2006), dove interpreta il mitico
Mauro Belli, affiancato da un più che bravo
Giorgio Tirabassi. Lo vediamo poi in
Milano Palermo - Il ritorno (2007) di
Claudio Fragasso e in
Immaturi (2010) di
Paolo Genovese, dove - ormai trentanovenne - sarà costretto a ripetere l'esame di maturità.